Nel 2025 potrebbe arrivare una nuova sanatoria delle cartelle esattoriali.
La nuova rottamazione quinquies come la chiamerebbero nel caso in cui venisse introdotta essendo la quinta rottamazione varata, è una priorità. Lo sostengono da tempo alcuni rappresentanti del governo. Anche se non è stato possibile varare la rottamazione in legge di Bilancio, ecco che adesso si torna a parlare di questa nuova sanatoria. Le cui possibilità di essere introdotta a breve non sono campata in aria.
Se qualcuno fosse interessato alla rottamazione delle cartelle occorre dire immediatamente che al momento non è prevista. Al momento chi vuole fare pace con la propria situazione debitoria non può che passare dalla dilazione ordinaria. Ed in questo caso bisogna presentare istanza all’Agenzia delle Entrate Riscossione per chiedere la rateizzazione ordinaria. Che in effetti in virtù della nuova riforma della riscossione, è diventata più favorevole di prima. Ma è altrettanto vero che le possibilità che arrivi una nuova rottamazione non sono certo poche.
Suggerire di aspettare o di provvedere immediatamente alla richiesta di rateizzazione non è una cosa semplice. Perché motlo dipende da caso a caso. Perché se è imminente l’avvio di alcune procedure di esecuzione forzata come possono essere i fermi amministrativi piuttosto che i pignoramenti di stipendio, pensione o conto corrente, allora correre ai ripari quanto prima è necessario. Al contrario chi ancora deve ricevere comunicazioni di questo genere, potrebbe anche aspettare qualche mese in attesa che la promessa o il progetto di una nuova rottamazione veda davvero i natali.
Al contrario chi ancora deve ricevere comunicazioni di questo genere, potrebbe anche aspettare qualche mese in attesa che la promessa o il progetto di una nuova rottamazione veda davvero i natali. E poi il pagamento potrebbe avvenire anche in 120 rate mensili tutte di uguale importo e senza maxi rate iniziali.
Cosa cambia dalla quater alla quinquies per la rottamazione delle cartelle esattoriali
Netto il cambiamento rispetto per esempio alla rottamazione quater che prevede meno rate e importi più elevati. Infatti oggi con la rottamazione quater i contribuenti hanno potuto sfruttare al massimo 18 rate trimestrali a scadenza fissa 4 volte all’anno fino al 2027. Ma con due maxi rate iniziali da versare in un lasso di tempo di soli 30 giorni (entro il 31 ottobre 2023 la prima ed entro il 30 novembre 2023 la seconda). Un fardello che ha spinto molti a non aderire oppure ad aderire per poi non avviare i pagamenti tanto che molti contribuenti dopo aver presentato domanda di definizione agevolata con la rottamazione quater oggi risultano decaduti. Senza considerare poi che rispetto alla precedente rottamazione la nuova sarebbe maggiormente flessibile. Infatti la decadenza con la rottamazione quater scatta alla prima rata scaduta e non saldata entro i 5 giorni lavorativi di tolleranza previsti.
Sanatoria, rateizzazione e cosa cambia
Con la nuova rottamazione il meccanismo che fa scattare la decadenza sarebbe come per le rateazioni ordinarie. Ovvero bisognerebbe saltare 9 rate anche non consecutive per finire fuori dalla sanatoria. In previsione di una proposta di legge che la Lega dovrebbe produrre, le domande di rottamazione quinquies dovrebbero partire nella prima parte del 2025, presumibilmente con scadenza il 30 aprile 2025. Per avviare le procedure di pagamento a partire dalla prima scadenza del 31 luglio 2025 (rata unica o prima rata del piano). Con cartelle da rottamare che sarebbero tutte quelle affidate all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2023.
Rate ordinarie e riforma della riscossione
Proprio la rateizzazione ordinaria al momento è la soluzione attiva di chi vuole mettersi in regola. E come detto c’è la possibilità di godere di piani di dilazione più lunghi. Con la riforma della riscossione è entrata in vigore la norma che prevede 12 mesi in più di rate massimo concedibili per il biennio 2025-2026. Un progetto che porterà, sempre queste rate ad arrivare a, biennio dopo biennio a 120 rate dal 2031. Esattamente le stesse rate della nuova ipotetica rottamazione delle cartelle esattoriali e dei piani di rateazione straordinari che già oggi l’Agenzia delle Entrate Riscossione concede a chi dimostra con prova certa (l’ISEE per esempio), di avere delle importanti difficoltà economiche. In effetti già nel 2025 ci saranno contribuenti che anziché ottenere massimo 72 rate come è stato possibile fare fino al 2024, potranno ottenerne 84. Per poi aumentare la possibilità a 96 e 108 rate rispettivamente per i bienni 2027-2028 e 2029-2030.
ROTTAMAZIONE E SALDO E STRALCIO: I BENEFICI
L’estinzione con la rottamazione ter di un debito tributario che ha dato origine ad un’ipotesi di reato determina benefici effetti anche sul versante penale. A condizione, però, che dell’agevolazione ci si avvalga nel termine prestabilito dal D.Lgs. n. 74/2000, cioè prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. Anche il saldo e stralcio – e se anche i giudici concorderanno con la ricostruzione normativa proposta – potrebbe fornire lo scudo penale a qualche contribuente indagato per evasione da riscossione, consentendo a quanti versano in oggettiva difficoltà economica di risolvere le criticità non solo tributarie, ma anche penali, stralciando sanzioni, interessi e tributi dovuti.Con il modello DA-2018, che potrà essere presentato entro il 30 aprile 2019, si potrà accedere alla rottamazionedelle cartelle di pagamento e degli accertamenti esecutivi/avvisi di addebito, che accorda a chi ne potrà fruire lo stralcio degli interessi di mora e delle sanzioni amministrative per tutti i carichi definibili da indicare nella domanda, specificando:- il numero identificativo della cartella di pagamento, il numero di identificazione interna dell’accertamento esecutivo indicato nella nota di presa in carico notificata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione al contribuente (ai sensi dell’art. 29, D.L. n. 78/2010), ovvero il numero identificativo dell’avviso di addebito INPS emergente dall’atto stesso.

